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Ma se il virus fossimo noi?

Ma se il virus fossimo noi?

L’emergenza non è la pandemia. Per ripartire occorre fare i conti la SOStenibilità del Pianeta

In questi mesi l’effetto SOS della SOStenibilità, che il titolo della nostra testata incorpora da 9 anni, balza ancora più all’occhio e rimanda a un’evidenza ormai acclarata: la natura, il pianeta, l’ecosistema in cui viviamo lanciano un maiuscolo grido d’allarme e ci informano che l’attuale rapporto uomo–biosfera mostra segni ineluttabili di grave criticità.

Il legame tra questa pandemia e l’inquinamento è sotto indagine, anche se, come leggerete nelle pagine seguenti, non è al momento un discorso chiuso o scientificamente provato. Ma è fuor di dubbio che i nostri stili di vita, il nostro turbinio di relazioni e contatti, in un mondo globale e disomogeneamente sovraffollato, sono una chiara concausa del diffondersi del virus e, se nulla cambierà nel nostro modello di società ed economia, la stessa dinamica potrà tornare a succedere in ogni momento. 

Sconfiggere il Covid-19, come stiamo facendo, oppure trovare un vaccino significa eliminare un sintomo, non la causa. 

Una pandemia che esplode tanto da mettere a repentaglio la totalità della specie umana sulla terra e che in poche settimane fa il giro del mondo, obbligando a chiudere ogni persona in casa e a chiudere ogni attività economica e sociale, aveva dell’impensabile fino a qualche mese fa, quasi fosse solo un film di fantascienza. Ora il film è realtà e obbliga non più a chiudersi, ma a chiedersi come mai ci siamo ritrovati così fragili di fronte a un’eventualità che non possiamo controllare. Un’eventualità che ha sovvertito qualsiasi priorità che ritenevamo assoluta: la libera disponibilità di uscire di casa, di muoversi, il lavoro, l’economia, addirittura i rapporti familiari, con gli amici o i vicini di casa; si sono fermati perfino la chiesa e lo sport: tutto è stato subordinato a un richiamo forzato all’essenzialità dei bisogni primari: nutrirsi e stare in salute, curarsi

La scontata reperibilità di strumenti sia medicali che di qualsiasi merce o servizio è stata messa a durissima prova, i collegamenti assicurati di ciascuna parte del globo con l’altra e i trasporti in qualsiasi forma si sono arresi all’inconcepibile e i confini sono tornati invalicabili tra continenti, stati, regioni e perfino tra comuni. Nessun altro tipo di emergenza ha potuto tanto. Nessun SOS è mai riuscito a incidere e cambiare così profondamente il nostro modello di società e di economia, i nostri inSOStenibili stili di vita. 

Ma se il virus è solo un sintomo, e se qualcosa di simile può sempre ricapitare, qual è la causa e come eliminare il problema alla radice? Ma soprattutto… sarà possibile?

La risposta può scaturire dall’analisi delle probabili cause, legate a un problema di sovraffollamento e forzatura dell’ecosistema naturale: siamo troppi per il pianeta e di conseguenza madre natura, come del resto fa da milioni di anni, utilizza i suoi meccanismi interni per riportare l'equilibrio in un sistema che lo sta perdendo. 

Non dobbiamo nascondercelo, in poche settimane abbiamo visto animali e piante riprendersi spazi sottratti da decenni alla loro disponibilità. In pochi mesi o anni, senza la specie umana, il pianeta Terra riprenderebbe la sua normale evoluzione. La vita continuerebbe senza di noi, essendo in fin dei conti la presenza della nostra specie solo un brevissimo “attimo” rispetto ai millenari tempi della terra.

Attraverso il surriscaldamento globale e le conseguenti calamità naturali, sociali ed economiche che colpiscono l’uomo e attraverso varie forme di selezione naturale (anche il virus è una forma di vita che cerca di moltiplicarsi e sopravvivere al pari di tutte le specie viventi), l’ecosistema terra può ritrovare in pochi anni il proprio equilibrio. A scapito nostro.

Il semplice sovraffollamento non è la vera causa, bensì alcune sue modalità: come l’essere una popolazione mondiale “insostenibile” quanto a impronta ecologica, oppure il suo essere diseguale nella distribuzione, con elevate concentrazioni di popolazione in aree altamente urbanizzate (inquinanti e consumatrici di risorse). Oppure ancora la combinazione di questi e altri fattori, poiché, se usciamo dal fuorviante concetto di media statistica, in realtà poche persone concentrate in pochi Stati consumano più risorse di quelle disponibili, ma anche più risorse in assoluto rispetto alla stragrande maggioranza della popolazione mondiale, causando a loro volta squilibri sociali, economici e ambientali.

È inutile girarci intorno, a prescindere dall’interpretazione delle cause, la SOStenibilità è la risposta: se la specie umana non riesce a cambiare profondamente l’impatto della propria attività economica e sociale sulla terra e rientrare all’interno di un naturale equilibrio della biosfera terrestre, tornando a una proporzionalità tra risorse disponibili e quelle utilizzate, allora sarà la natura stessa a riportare in equilibrio il sistema. 

Come? Contenendo o eliminando il virus che sta minando la salute del Pianeta.

E non è il Covid-19. 

Diego Moratti

Luglio 2020

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