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Il paradosso dello spreco di cibo

I numeri da capogiro denotano un evidente malfunzionamento del sistema in un mondo in cui circa il 10% della popolazione patisce la fame

Su 8 miliardi di persone al mondo, sono circa 800 milioni coloro che patiscono la fame, circa il 10% della popolazione mondiale: questo è quanto emerge secondo i dati riportati dalla FAO, numeri che fanno riflettere. L’obiettivo di sviluppo sostenibile n. 2 dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite si pone proprio il fine di implementare una strategia globale volta a sconfiggere la fame nel mondo. Eppure, in questo stesso mondo in cui così tante persone patiscono la fame, il cibo sprecato a livello globale è un terzo del cibo prodotto: un numero paradossale. Questo spreco, tuttavia non riguarda esclusivamente il cibo in sé e per sé, ma racchiude anche un significativo spreco delle risorse che sono state impiegate a produrre cibo.

Quando si parla di spreco di risorse, non possiamo non ricordare che viviamo in un momento storico in cui ci ritroviamo a consumare le risorse del Pianeta ad una velocità tale per cui queste non hanno tempo sufficiente a rigenerarsi. E’ evidente che il sistema così non sia sostenibile e ci siano aspetti da ripensare, a partire ad esempio dal nostro approccio ai consumi. La società occidentale è figlia di un boom economico che ha fatto dell’usa e getta il proprio leitmotiv, abbiamo sempre tutto a disposizione nel momento in cui lo desideriamo e questo sottrae alla merce parte del proprio valore reale. Acquistare un capo e gettarlo dopo due usi oppure avanzare una porzione della cena e gettarla nell’umido, sono due facce della stessa medaglia.

Concentrandoci sull’aspetto alimentare, come mai sprechiamo così tanto cibo? In quale fase avviene questo spreco e cosa possiamo fare affinché questo numero si riduca?

Sempre secondo i dati della FAO, il 14% di questo spreco è da imputare alla fase che si colloca tra la raccolta e la vendita al dettaglio (circa 400 miliardi di dollari di valore). Un secondo 17% invece avviene dalla vendita in poi, di cui: l’11% in ambienti domestici, il 5% nel servizio alimentare ovvero la ristorazione e l’ultimo 2% nella vendita al dettaglio), per un totale di 31% di cibo sprecato a livello globale, equivalente a 1,3 miliardi di tonnellate di alimenti.

Inger Andersen, Direttore Esecutivo dell’UNEP (UN Environment Programme), ha ricordato durante un evento in cui FAO e UNEP hanno celebrato la Giornata internazionale della consapevolezza sulle perdite e gli sprechi alimentari del 2021, che: “Le perdite e gli sprechi alimentari concorrono fino al 10% delle emissioni di gas a effetto serra. Risorse preziose come il suolo e l’acqua vengono consumate, sostanzialmente, per nulla. Ogni volta che sprechiamo del cibo, dunque, non stiamo sprecando solo quel piatto, ma anche tutte le risorse che sono state impiegate per produrlo e portarlo fino alla nostra tavola: risorse idriche, energia, trasporti. Ridurre in maniera seria le perdite e gli sprechi alimentari contribuirà a rallentare i cambiamenti climatici, proteggere la natura e aumentare la sicurezza alimentare, in un momento in cui abbiamo disperatamente bisogno che tutto ciò accada."

Per quella parte di spreco alimentare che avviene tra la raccolta e la distribuzione, è indispensabile che soprattutto a livello locale i governi si attivino attraverso la messa a terra di politiche e strategie volte a contrastare questo fenomeno. D’altro canto noi, a titolo individuale, possiamo invece intervenire su quel 17% di spreco che avviene dalla fase della vendita in poi attraverso un cambio di abitudini e di prospettiva che ci accompagni verso l’adozione di stili di vita un po’ più sostenibili e la creazione di una nuova cultura dei consumi.

Abitudini sostenibili per contrastare lo spreco di cibo

Cucinare meno e consumare gli avanzi

Alzi la mano chi non ha mai avanzato del cibo. A ogni persona è capitato o capita di avanzare del cibo nel piatto. Questo accade perché non siamo mai stati educati a considerare l’aspetto dell’avanzo in fase di preparazione, ma siamo stati educati all’abbondanza “perché non si sa mai”. Quel “non si sa mai” si trasforma puntualmente in un avanzo che viene consumato nel 50% dei casi, nell’altro 50% buttato. Delle sane abitudini dunque da adottare a livello domestico comprendono, innanzi tutto, il cercare di calcolare le dosi di cibo da preparare in relazione a quanto si presume verrà consumato. Qualora invece dovesse avanzare del cibo, è necessario imparare a conservarlo nella maniera adeguata per poi poterlo consumare. Questi piccoli accorgimenti, sono tutt’altro che piccoli: vanno sempre pensati applicati su larga scala. Sono i pilastri di una nuova cultura di consumi più responsabili.

Attenersi alla lista della spesa

I supermercati sono luoghi creati apposta per incentivare il consumo. Percorrendo le corsie siamo bombardati da offerte, sconti e ribassi che ci fanno percepire come imperdibili alcune occasioni, per cui ci ritroviamo ad acquistare cibi di cui neanche avevamo bisogno, solo per non perdere l’offerta. Quante volte capita di andare al supermercato per acquistare due prodotti e tornare a casa con due borse piene? Ritornare padroni delle proprie scelte di acquisto passa anche da qui, dall’evitare acquisti superflui che andranno poi sprecati. E attenersi alla lista della spesa è uno straordinario esercizio.

Conservare i cibi adeguatamente

Un’attenta conservazione dei cibi ne prolunga la vita evitandone il deterioramento, questo eviterà di farli scadere rendendoli edibili un po’ più a lungo. Il frigorifero, ad esempio, è stato progettato affinché ad ogni ripiano e scomparto fosse affidato un compito di conservazione per uno specifico cibo: imparare a usare il frigo è uno strumento utilissimo per evitare di fare scadere i cibi. (Vero è che se si evita di acquistare beni alimentari in eccesso - vedi punto precedente - questo non dovrebbe proprio verificarsi). Inoltre, se manteniamo in prima linea i beni prossimi alla scadenza, possiamo ricordarci più facilmente di consumarli per primi.

Il freezer, questo grande alleato

Spesso gli avanzi rischiano di non durare a lungo in frigo. Possiamo dunque avvalerci del congelatore per conservare i nostri avanzi più a lungo nel tempo e consumarli evitando inutili sprechi. Il freezer è anche ottimo per conservare tutte quelle verdure di cui utilizziamo una piccola parte per cucinare, evitando che il resto marcisca in frigo. Ad esempio, possiamo già tritare le cipolle e congelarle per il soffritto, di modo da avere sempre a disposizione la giusta dose e non sprecarne neanche un centimetro!

Meal prep

Per i più volenterosi, uno straordinario strumento per abbattere gli sprechi è quello del meal prep, che consiste nella preparazione (o almeno definizione) di tutti i pasti della settimana di modo da fare una spesa mirata e precisa che corrisponderà esattamente a ciò che verrà consumato.

Il valore degli scarti

Molti cibi, soprattutto le verdure, vengono utilizzati solo in parte quando in realtà sarebbero completamente edibili. Carote, patate, zucca, broccoli… esistono molti modi per creare piatti originali e sfiziosi con parti di questi cibi che vengono generalmente scartate, evitando di trasformarle in rifiuto.

Il pesto con il gambo dei broccoli o con i ciuffi della carota, le patate fritte con le bucce della patata, cucinare la zucca al forno con anche la buccia (che diventa morbidissima).

Piccoli accorgimenti che possono fare la differenza.

Dadi da brodo

È possibile conservare man mano in freezer gli scarti della verdura. Quando se ne raggiunge una buona quantità si possono far bollire, frullare e versare negli stampini per il ghiaccio di modo da ottenere dei dadi da brodo vegetali sempre pronti all’occorrenza!

Doggy bag

È d’uso sempre più comune - per fortuna - una pratica che a livello internazionale è considerata la norma ma fino a poco tempo fa da noi era tabù: domandare al ristorante una “doggy bag” con gli avanzi del pasto da portare via. I ristoranti, naturalmente, non possono conservare e somministrare gli avanzi dei clienti pertanto quel cibo è sempre destinato al bidone dell’umido. Portare a casa gli avanzi da consumare non solo ci permette di abbattere gli sprechi ma è anche uno straordinario esempio di sostenibilità.

Tutte queste abitudini, per quanto piccole possano sembrare, racchiudono un importante intento di cambiamento e adottarle significa scegliere di contribuire alla costruzione di un futuro (un po’ più) sostenibile. Il problema dei consumi che attanaglia l’occidente è culturale, ha una sua storia che adesso però va modificata. Il nostro modo di consumare (cibo e risorse della terra) non assicura un futuro sostenibile alle generazioni che verranno dopo di noi. È indispensabile cambiare approccio e il modo migliore di cambiare rotta è proprio quello di partire dalle proprie abitudini quotidiane.

Laura Zunica

Marzo 2023

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