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Expo Milano 2015: siam pronti alla vita, l’Italia chiamò

Expo Milano 2015: siam pronti alla vita, l’Italia chiamò

Dopo 9 anni di attesa, l’Esposizione è una realtà, tra ritardi e meraviglia

La vigilia di Expo è stata firmata dai celebri nomi della moda e della musica italiana. Giovedì 30 aprile la cerimonia inaugurale è stata aperta dalla sfilata di Giorgio Armani, Special Ambassador per Expo 2015, che per l’occasione ha inaugurato l’Armani Silos, il museo che celebra i 40 anni del suo stile made in Italy. Presenti star come Leonardo di Caprio, Sofia Loren, Tina Turner e ovviamente il Presidente del Consiglio Matteo Renzi, che fa sue le parole di Armani: “Expo sia la scintilla per aiutare la ripartenza”. In serata è stato il turno di Andrea Bocelli, altro Special Ambassador, che, in una piazza Duomo gremita, ha presentato l’Italia in mondovisione al suon dei grandi classici dell’Opera, accompagnato dal coro della Scala. Ha concluso l’emozionante giornata l’accensione dell’Albero della Vita, simbolo del Padiglione Italia destinato a diventare il simbolo di Expo 2015.

Un minuto di silenzio prima dei grandi discorsi

il giorno seguente, venerdì 1 maggio, la cerimonia di inaugurazione presso l’Open Air Theatre ha dedicato un minuto di silenzio alle vittime del terremoto in Nepal, lasciando poi allo spettacolare volo delle Frecce Tricolore il compito di aprire il sipario sul sito espositivo. Il primo a prendere la parola è stato il Commissario Unico Delegato del Governo per Expo Milano 2015, Giuseppe Sala, che ha ringraziato tutti coloro che hanno sostenuto l’evento, a cominciare da Emma Bonino, Ermanno Olmi, Carlin Petrini, Salvatore Veca, Giorgio Armani e Andrea Bocelli. Ma soprattutto, Sala ha ricordato le maestranze proprio nel giorno della Festa dei Lavoratori: «Se siamo qui lo dobbiamo a chi ha lavorato alla costruzione del sito espositivo, perché Expo 2015 non è figlia di un miracolo italiano, ma di una devozione che pochi sanno esprimere».

Il Sindaco di Milano Giuliano Pisapia mette la città di Milano, la sua arte, la sua storia, la solidarietà e il sorriso a disposizione di Expo: «Non è più accettabile che 800 milioni di persone nel mondo soffrano la fame mentre altre sono obese, non è più accettabile un mondo in cui foreste e mari sono sfruttati in maniera indiscriminata. È questo il messaggio che deve partire da Milano».

Il Presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni ha dato il benvenuto alle delegazioni di tutti i Paesi partecipanti, definendosi onorato e fiero di rappresentare la regione che ospita l’Expo: «Una terra operosa e di cultura, scrigno di tesori artistici e naturali, la prima regione agricola d’Italia, terra di innovazione e di ricerca, di lunga tradizione industriale. Questa Esposizione Universale -ha spiegato Maroni- è già un successo: lo dicono i numeri dei partecipanti, dei biglietti venduti, dei visitatori in arrivo da tutto il mondo. Ma, ancor più, lo testimonia l’interesse sul tema suscitato ovunque, in Italia e all’estero». Proprio sulle sfide racchiuse nel tema “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita” si è soffermato il Presidente del Bureau International des Expositions (BIE) Ferdinand Nagy: «Per i prossimi sei mesi, Expo diventerà il centro del mondo. Milano sarà conosciuta non solo come centro finanziario industriale, per la cultura e il design: sarà la più grande piattaforma di dialogo attorno al cibo».

Siano i poveri i veri legittimi protagonisti
di Expo

Dopo una vigilia all’insegna del lusso dove l’Italia si è presentata al mondo come eccellenza dell’alta moda, della lirica e del buon mangiare, suonano ancora più importanti le parole di Papa Francesco. Intervenendo in collegamento video, il Pontefice si fa portavoce del popolo che con dignità cerca di guadagnarsi il pane con il sudore della fronte, affinché Expo sia l’occasione per globalizzare la solidarietà e «sia sempre accompagnato dalla coscienza che milioni di persone oggi non mangeranno in modo degno di un essere umano».

In rappresentanza delle migliaia di operai impegnati in questi mesi nei cantieri di Expo, cinque lavoratori di diverse nazionalità hanno consegnato la bandiera tricolore all’Arma dei Carabinieri, poi il Coro Piccoli Cantori di Milano insieme al Coro del corpo degli Alpini ha intonato una versione rivisitata dell’Inno di Mameli, dove il sacrificio per la Patria è stato trasformato in voglia di vivere: “Siam pronti alla vita, l’Italia chiamò”.

Da queste parole ha preso spunto il Presidente del Consiglio Matteo Renzi: «L’Italia s’è desta, siam pronti alla vita. Dimostriamo con l’Expo che l’Italia è orgogliosa delle sue radici, delle sue tradizioni. Il nostro vertiginoso passato ci invita a costruire e non soltanto a ricordare. Venite a scoprire che sapore ha l’Expo dell’Italia. Oggi inizia il domani». Un discorso in cui emergono l’orgoglio nazionale, la fiducia nella rinascita dell’Italia, la critica ai professionisti del “non ce la faremo mai”, ma anche e soprattutto la gratitudine per chi ha lavorato per la realizzazione dell’evento e per tutta la città di Milano: «se sarà all’altezza dei suoi valori di solidarietà, tutta l’Italia potrà continuare a credere nel fatto che questo è un tempo di opportunità» ha sottolineato Renzi. Tuttavia Expo non è ancora una scommessa vinta: «Abbiamo sei mesi e ce la possiamo fare, dimostriamo che l’Italia è orgogliosa delle proprie radici e tradizioni. La pagina più bella dobbiamo ancora scriverla tutti insieme». Infine, dopo aver sottoscritto la Carta di Milano, Matteo Renzi ha dichiarato ufficialmente aperta Expo Milano 2015.

In duecentomila
per l’inaugurazione

Tante le autorità politiche che hanno partecipato all’evento, tra queste l’ex Capo dello Stato Giorgio Napolitano, il Ministro degli Interni Angelino Alfano, il Ministro degli Affari Esteri Paolo Gentiloni, il Ministro della Difesa Roberta Pinotti, il Ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali Maurizio Martina e il Ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio e, nonostante il tempo non fosse dei migliori, tanta anche la gente presente, italiani e stranieri. E se per due stranieri su tre la cultura e il cibo sono la principale motivazione di un viaggio in Italia, bisognerà aspettare ottobre per tirare le somme su questo grande evento.

Per ora Expo 2015 confida nelle grandi opportunità promesse, nella speranza che possano superare da un lato le polemiche sui costi esorbitanti, ritardi e scandali e dall’altro le questioni di cui il movimento No Expo ha voluto farsi portavoce proprio nel giorno dell’inaugurazione, tramite un corteo di protesta poi degenerato ad opera di gruppi violenti. Ma al di là degli opposti proclami, l’auspicio è che in questi sei mesi si possa finalmente approfondire il tema prioritario di come garantire un’alimentazione sana ed equa per tutti.

 

Arianna Corti

Maggio 2015

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