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Carovana delle Alpi 2018

Carovana delle Alpi 2018

In Val Stabina (BG) il quarto summit di Legambiente dedicato alla montagna. Alla Lombardia il maggior numero di bandiere verdi

Le Alpi e il loro potenziale ruolo strategico all’interno dell’economia post-industriale sono un argomento di grande interesse e studio per Legambiente.

Non a caso, infatti, l'associazione promuove dal 2002 “La Carovana delle Alpi”, una campagna itinerante di informazione e sensibilizzazione sul territorio alpino, dalle cui esigenze di approfondimento sono nati i “Summit delle Bandiere Verdi di Carovana delle Alpi di Legambiente”.
I summit puntano ad approfondire le tematiche emerse con la carovana: giunto alla sua quarta edizione, quest'anno il summit si è svolto dal 29 giugno all' 1 luglio a Ornica, in provincia di Bergamo, e ha portato all'attenzione di cittadini e istituzioni il tema del futuro sostenibile della montagna e in particolare degli ecosistemi forestali.

Il ruolo sociale ed economico delle Alpi

Fin dal passato remoto (e non troppo remoto), le Alpi sono state infatti un aggregato di comunità transfrontaliere, con identità forti ed economie forse essenziali e statiche, ma solide. Un destino che è mutato negli ultimi decenni, quando le Alpi sono divenute luogo del confine e della separazione e sono state esposte all’invasione di modelli sociali ed economici estranei.

Eppure, pur nella sua brutalità, la crisi ambientale, sociale ed economica esplosa intorno ai grandi agglomerati urbani e nell’intero pianeta potrebbe paradossalmente indurre un ritorno ad un protagonismo della montagna rispetto agli equilibri ecologici e sociali dell’intero territorio. Con la campagna d'informazione "La Carovana delle Alpi", Legambiente punta quindi a difendere e promuovere il territorio alpino, un ecosistema fragile e minacciato da uno sfruttamento eccessivo delle risorse.

Da luglio a ottobre infatti i circoli di Legambiente organizzano escursioni e incontri e dialogano con cittadini, forze economiche e istituzioni per stimolare una discussione costruttiva verso uno sviluppo sostenibile della montagna.

Nel corso degli anni è emersa la necessità di mettere in rete le varie esperienze positive e si è cercato un modo per approfondire alcuni temi: così è nato il “Summit delle Bandiere Verdi di Carovana delle Alpi di Legambiente”, giunto quest’anno alla quarta edizione. Il summit è itinerante: in passato era già stato organizzato a Mendatica (Imperia, Liguria 2015), Ostana (Cuneo, Piemonte, 2016) e Prato di Resia (Udine, Friuli Venezia Giulia, 2017).

Quest’anno invece, anche grazie alla collaborazione della Provincia di Bergamo e del Parco Regionale delle Orobie Bergamasche, il summit è approdato a Ornica in Val Stabina, una trasversale della Val Brembana. Come per le altre edizioni, intenzionalmente la scelta è caduta su un piccolo borgo lontano dalle località montane alla moda.

Le foreste

Tema del summit di quest’anno sono state le foreste come patrimonio da difendere e tutelare. «Le foreste italiane, la cui superficie è raddoppiata in questi ultimi 50 anni, oltre a rappresentare il serbatoio naturale di fissazione del carbonio emesso dalle attività antropiche, sono un utile strumento di contenimento per gli impatti dei cambiamenti climatici. Allo stesso modo, sono importanti per lo sviluppo socioeconomico delle aree rurali e di montagna del nostro Paese.

Fondamentale è il loro ruolo multifunzionale (economico, protettivo, ecologico e ricreativo)», ha detto Vanda Bonardo, responsabile nazionale Alpi di Legambiente, nel suo intervento di introduzione. La gestione forestale è stata affrontata nei suoi molteplici aspetti e da punti di vista differenti con approfondimenti teorici e contributi concreti, a partire dal nuovo Codice Forestale Nazionale.

Nel summit è emersa la necessità di tutelare le foreste perché possano esprimere al massimo la propria capacità di erogare servizi ecosistemici a beneficio dell’economia e del presidio sociale dei territori e delle comunità, ma è stata anche evidenziata la volontà di contrastarne e se possibile invertirne i fenomeni di abbandono, per alimentare così un benessere collettivo basato sull’utilizzo sostenibile e appropriato di risorse naturali rinnovabili.

Non solo convegni

Un convegno ricco soprattutto di esperienze reali e di momenti di confronto tra persone che agiscono sul territorio, ma anche di momenti più ricreativi. I partecipanti alla tre giorni hanno potuto anche godere delle bellezze del Comune di Ornica e di alcuni piatti tipici delle nostre montagne, riscoperti e rivisitati andando un po’ oltre i classici.

Tra le attività collaterali sono state molto apprezzate: la particolare rilettura teatrale de “L’uomo che piantava alberi” di Jean Giono al Teatro d’Acqua dolce, la proiezione di “Resina” (un film di Renzo Carbonera già selezionato al Festival des Films du Monde di Montréal e al Trento Film Festival), un bel momento di incontro con le donne della Cooperativa che gestisce l’albergo diffuso di Ornica e una camminata sul percorso delle Santelle accompagnati da Colomba Milesi, vicesindaco di Ornica.

C. T.

 

Le bandiere verdi assegnate

Quindici le bandiere verdi assegnate quest’anno per premiare le pratiche virtuose alpine: cinque in Lombardia (che si conferma così come regione modello), quattro in Piemonte, due in Valle d’Aosta, due in Trentino e due in Friuli Venezia Giulia.

In particolare, in Lombardia sono stati premiati: l’Ente regionale per i servizi all’agricoltura e alle foreste (ERSAF) per avere promosso un percorso ciclopedonale di 42 tappe in 20 foreste regionali; il Parco regionale Campo dei Fiori (Varese) per l’attività di sensibilizzazione e informazione seguita agli incendi che l’anno scorso hanno colpito l’area; le guardie ecologiche della Val Cavallina sul Lago di Endine (BG) per la campagna di salvataggio dei rospi locali; la Cooperativa Sottosopra, la Cooperativa Alchimia, il Consorzio GenerazioneFa e il Cai di Bergamo per la gestione del rifugio Alpe Corte Bassa attraverso progetti di inclusione pensati per diversamente abili; infine, l’azienda agricola La Peta (Bg) si è aggiudicata la bandiera green grazie alla sua capacità di favorire l’inclusione e l’ospitalità di soggetti svantaggiati.

Oltre alle bandiere buone, sono state assegnate anche quelle “cattive”: 6 i soggetti colpiti da demerito, tra cui il Ministero dell’Interno francese per via dei respingimenti dei migranti alla frontiera alpina.

Per l’elenco completo si veda il sito www.legambiente.it 

Settembre 2018

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