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Quale futuro attende il Parco delle Colline?

Quale futuro attende  il Parco delle Colline?

Sabato 17 gennaio presso l’Auditorium del Museo di Scienze Naturali di Brescia convegno ampiamente partecipato

Plis sta per Parco Locale di Interesse Sovracomunale ed è proprio questa la tipologia che definisce il Parco delle Colline. Si tratta infatti di un’area naturalistica di 4.000 ettari che interessa sei diversi Comuni della Provincia di Brescia: Bovezzo, Brescia, Cellatica, Collebeato, Rodengo Saiano e Rezzato, l’ultimo ad avervi aderito (nel 2008). La sua storia comincia una ventina d’anni fa, per iniziativa di un primo Comune promotore, Collebeato, che nel 1995 ne definisce una prima perimetrazione all’interno dei suoi confini. Prende così avvio il processo di costituzione del Parco, durato qualche anno, che culmina nel 2002 con la firma di una convenzione da parte dei primi cinque comuni aderenti e con il riconoscimento dell’istituzione Plis del Parco delle Colline da parte della Provincia di Brescia. Un importante traguardo che ha decretato la salvaguardia dell’insieme di ambienti naturali che costituiscono il Parco, allontanando da queste aree lo spettro delle speculazioni edilizie.

Si tratta di una risorsa di verde collinare e pedecollinare, con un’altitudine che oscilla tra i 190 e i 960 metri, in stretto dialogo con l’area urbanizzata di Brescia e dei comuni limitrofi e che porta chiare tracce dell’intervento storico dell’uomo su questi territori. Basti pensare ai terrazzamenti con muri a secco che hanno reso possibile la coltivazione di vigne e piante da frutto, ai vari santuari e chiesette sparsi sulle sommità dei colli – la Stella di Cellatica, S. Onofrio a Bovezzo – alle residenze nobiliari, alle strutture difensive e di avvistamento che sono incluse nell’area del Parco. Si tratta di un patrimonio vasto e che, sia nella componente naturalistica, che in quella antropologica, richiede un continuo lavoro di manutenzione e di cura, oltre a una frequentazione più diffusa da parte degli abitanti. Ecco perché la consulta per l’ambiente del comune di Brescia ha deciso di organizzare un convegno sul futuro del Parco delle Colline. L’avvicinarsi della scadenza della convenzione che ne ha sancito la nascita si è presentata come occasione ideale per fare il punto della situazione e avviare una riflessione sui futuri sviluppi possibili del Parco.

Numerosi gli interventi e gli spunti nell’arco della mattinata di sabato 17 gennaio da parte di istituzioni e associazioni interessate. L’assessore all’Ambiente del comune di Brescia Gianluigi Fondra, presidente del Parco delle Colline, ha sottolineato come sia necessario avviare una fase di ripartenza di questo importante parco periurbano su nuove basi, proponendo una forma di gestione più partecipata degli spazi, quale potrebbe essere la costituzione di una Fondazione di partecipazione dell’ambiente. Prendendo a prestito le sue parole, «la tutela migliore di uno spazio resta ancora la coscienza delle persone che lo frequentano». Occorre dunque che i cittadini comprendano che «tutto ciò che circonda il costruito, non è ciò che avanza delle città» ma ha un suo preciso valore.

L’assessore all’Urbanistica Michela Tiboni ha poi rimarcato l’importanza di mantenere riserve di naturalità come questa e che esse siano collegate tra loro da raccordi naturali che evitino la saldatura delle zone edificate. Dai vari interventi emerge in generale la necessità di proporre un regolamento di gestione che venga condiviso dai comuni aderenti, la possibilità di ampliare i confini del Parco includendovi altre municipalità, ma soprattutto la ricerca di strategie e di forze che lavorino in sinergia alla tutela e alla valorizzazione della biodiversità che caratterizza quei territori. Per far questo occorre spendersi perché i cittadini siano a conoscenza del patrimonio che dimora a pochi passi da casa loro, lo frequentino e lo sentano proprio e non subiscano il parco come fattore limitante, ma lo accolgano come risorsa. Presenti all’incontro anche Oscar Locatelli, presidente del Parco dei Colli di Bergamo, e il professore universitario Renato Ferlinghetti, membro del Consiglio di gestione del parco. Istituito nel 1977, il Parco dei Colli è una realtà simile a quella bresciana ma con le sue peculiarità e un’esperienza maggiore maturata nel tempo. Ad accomunarle, certamente, le intenzioni: istituire, curare e mantenere un’area che torni a valorizzare e a far rivivere un patrimonio, e farlo con tenacia perché «fa molto più rumore un albero che cade di mille che crescono».

A.G.

Febbraio 2015

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