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Le sfide ambientali della Regione Lombardia

Le sfide ambientali della Regione Lombardia

Intervista a Raffaele Cattaneo, l’Assessore all’Ambiente e al Clima nella nuova Giunta guidata da Attilio Fontana

Durante la giornata di inaugurazione del Festival dell’Ambiente di Bergamo, tenutosi dal 18 al 20 maggio lungo il Sentierone a Bergamo, abbiamo incontrato Raffaelle Cattaneo, il neoassessore regionale all’Ambiente e Clima nella Giunta lombarda guidata da Attilio Fontana, e insediata dopo la vittoria della coalizione di centro destra alle elezioni regionali dello scorso 4 marzo. L’Assessore Cattaneo ha partecipato al taglio ufficiale del nastro e si è fermato a conoscere le realtà imprenditoriali locali che hanno preso parte al festival dedicato alla sostenibilità e green economy.

Nato il 15 settembre 1962 a Saronno, si è laureato in Economia e Commercio all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. È stato Presidente del Consiglio della Regione Lombardia nella scorsa legislatura e il 29 marzo 2018 gli è stato conferito il suo attuale incarico di assessore. Rientrano dunque, sotto la voce di “Ambiente e Clima” le competenze di materie come: bonifiche, cave e miniere; rifiuti; tutela della biodiversità; mitigazione dei cambiamenti climatici; emissioni in atmosfera. All’incontro con infoSOStenibile ha spiegato quali saranno gli obiettivi del suo assessorato nei prossimi mesi e anni.

L’ambiente non è una zavorra

«Quella che stiamo vivendo è l’era della sostenibilità. Il XX secolo ci ha consegnato un mondo evoluto, progredito, profondamente industrializzato, ma ci ha lasciato anche un’eredità davvero insostenibile, che è il consumo di risorse. La sfida è trovare nuovi modelli che non impediscano il progresso e al contempo permettano di vivere in un mondo più sano, come quello che ci era stato consegnato dalle generazioni passate prima dello sviluppo industriale sfrenato».

Come si può portare avanti una simile battaglia, di per sé estremamente impegnativa visto che comporterebbe un cambiamento di mentalità, anche dal punto di vista economico? Secondo Raffaele Cattaneo la soluzione deve necessariamente partire dal basso: «Il sistema top-down non è sufficiente, le leggi da sole non bastano. Occorre che tutti i cittadini siano convinti e motivati a cambiare abitudini, per adottare stili di vita più sostenibili e rispettosi dell’ambiente. Come ci ricorda papa Francesco, bisogna valorizzare la cultura del risparmio contro quella dello spreco. Certo, non sarà facile, perché un simile impegno richiede una svolta culturale, ma questo è l’obiettivo, da cui una regione avanzata come la Lombardia non può prescindere».

«In particolare» - prosegue l’Assessore - «bisogna far sì che i cittadini e le imprese non vivano le leggi e le normative in materia ambientale come divieti e restrizioni, bensì come opportunità, anche di sviluppo economico. La macchina si è già mossa, un cambiamento di mentalità è effettivamente già in corso, ma una parte di questo cambiamento deve ancora venire, bisogna lavorare per gettare i presupposti di una rivoluzione completamente sostenibile».

Le partite che giocheremo

«Quando si pensa ai primati della Lombardia, vengono in mente molte cose, a eccezione dell’ambiente. Eppure la nostra regione ha eccellenze anche in questo ambito, senza considerare che la Lombardia è la più avanzata in Italia in fatto di recupero e trattamento dei rifiuti. Non a caso smaltiamo anche i rifiuti provenienti da altre aree del Paese. Se dovessi però - continua Cattaneo – indicare in sintesi un obiettivo per questa legislatura, esso sarebbe il seguente: far diventare la nostra regione un riferimento nella svolta verso la necessaria innovazione e il reale cambiamento nel campo della sostenibilità ambientale, segnando una strada che poi in futuro altre istituzioni potrebbero imboccare. La Lombardia può diventare un modello di riferimento proprio come fu la California a suo tempo per gli Stati Uniti».

Non bisogna però dimenticare che anche la Lombardia ha serie problematiche da affrontare. L’assessore conferma che effettivamente «soffriamo in fatto di qualità dell’aria. Il livello massimo giornaliero di polveri sottili che la legge stabilisce, per la salvaguardia della salute umana, è di 50 microgrammi per metro cubo, da non superare per più di 35 volte all’anno.

In Lombardia questo limite viene superato mediamente per 80-90 giorni. Un dato che fa certamente riflettere, però non possiamo non tenere conto della particolare connotazione orografica della nostra area, la Pianura Padana, circondata su tre lati da catene montuose che impediscono un adeguato ricircolo dell’aria. Questo favorisce la concentrazione di polveri sottili nell’atmosfera, senza considerare che solo le nostre aree rurali partono già da valori di fondo di 25 microgrammi/m3, quindi ci vuole un attimo a sforare il tetto di 40 µg/m³ [il valore massimo consentito per la media annuale, ndr]».

L’allusione all’Unione Europea, che ha recentemente deferito l’Italia alla Corte di Giustizia proprio per lo sforamento prolungato dei limiti massimi di PM10 nell’aria, è chiara. «L’Unione Europea forse non ha tenuto adeguatamente conto di questo aspetto. Le polveri sottili sono certamente una battaglia ancora da vincere, ma ne abbiamo vinte molte altre: solo per citarne una, quella contro l’anidride solforosa, che oggi rientra nei valori previsti».

Non solo ambiente…

L’ambiente è forse la realtà più trasversale di tutte, che richiede sinergia e cooperazione tra assessorati e istituzioni differenti ma complementari: «L’ambiente ha a che fare con la sanità, i trasporti, il turismo e ovviamente con l’agricoltura.

Il modo in cui si attuano le politiche agricole determina anche una migliore o peggiore qualità dell’aria che respiriamo: se ci mettessimo a spargere liquami su un campo nella città di Milano, l’ammoniaca che salirebbe dal terreno si ricombinerebbe in atmosfera con i composti organici volatili, generando particolato secondario.

L’aria cittadina ne sarebbe dunque compromessa». Tutte le misure da prendere vanno dunque ponderate, anche in riferimento all’area geografica. Infine Cattaneo ci fa inoltre notare come, per la prima volta, nel titolo dell’Assessorato compaia anche il riferimento al clima: «Lo abbiamo voluto perché giocheremo anche questa importantissima partita, la più globale di tutte. Persino nella lotta al surriscaldamento globale la Lombardia deve collocarsi al livello più alto in Europa».

Diego Moratti e Lorenzo Dell’Onore

LA NUOVA GIUNTA REGIONALE

 

Attilio Fontana > Presidente

Fabrizio Sala > Vicepresidente e Assessore per la Ricerca, Innovazione,Università, Export e Internazionalizzazione

Stefano Bruno Galli > Assessore all'Autonomia e Cultura

Fabio Rolfi > Assessore all'Agricoltura, alimentazione e sistemi verdi

Raffaele Cattaneo > Assessore all'Ambiente e Clima

Davide Carlo Caparini > Assessore al Bilancio, Finanza e Semplificazione

Massimo Sertori > Assessore agli Enti locali, Montagna e piccoli comuni

Claudia Maria Terzi > Assessore alle Infrastrutture, Trasporti e Mobilità sostenibile

Melania De Nichilo Rizzoli > Assessore alla Istruzione, Formazione e Lavoro

Silvia Piani > Assessore alle Politiche per la famiglia, genitorialità e pari opportunità

Stefano Bolognini > Assessore alle Politiche sociali, abitative e disabilità

Riccardo De Corato > Assessore alla Sicurezza

Martina Cambiaghi > Assessore allo Sport e Giovani

Alessandro Mattinzoli > Assessore allo Sviluppo economico

Pietro Foroni > Assessore al Territorio e Protezione Civile

Lara Magoni > Assessore al Turismo, Marketing territoriale e Moda

Giulio Gallera > Assessore al Welfare

 

Che cosa si intende per PM10

PM è una sigla che sta per “particulate matter”, ovvero materia particolata, piccole particelle. Il PM10 è una frazione del particolato presente nell’aria che noi respiriamo ed è costituita da polvere, fumo, aerosol (insieme di particelle solide e liquide disperse nell’aria). Gran parte di queste particelle microscopiche deriva da sistemi di riscaldamento a legna, motori diesel, usura di freni e pneumatici, attività industriali, inceneritori, ma incidono anche fattori naturali come: eruzioni vulcaniche, incendi boschivi, erosione del suolo, pollini. Studi scientifici dimostrano che il PM10, così come il particolato più fine chiamato PM2,5, è dannoso per la salute umana e provoca asma e bronchiti. Il PM2,5 è un possibile agente cancerogeno. Non bisogna dimenticare che queste polveri sottili si generano anche in atmosfera, quando gas come azoto e zolfo (prodotti dalle attività umane) si ricombinano secondo trasformazioni chimiche che danno vita al cosiddetto particolato secondario. 

Giugno 2018

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