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Inverno nelle vigne della Borgogna

Inverno nelle vigne della Borgogna

Dalla complicità tra uomo e “terroir” nasce la diversità dei grandi vini della regione

In vigna l’inverno è potatura, riflessione, speranza ed epifania del nuovo anno che è già iniziato. In inverno la vigna, avvolta dal freddo e dal buio, si struttura e prende forma.

La vita già comincia a muoversi ed esplode a primavera quando si sviluppano le viti, crescono i grappoli dell’uva, la natura spinge, reclama attenzione. E poi arriva la vendemmia, il momento cruciale per chi ha fatto del vino la propria vita.

In inverno i vini sono in cantina già nelle botti e riposano, mentre si aspetta che si risveglino per iniziare la fermentazione al termine della quale inizierà la loro maturazione.

L’inverno è il tempo del raccoglimento, dei pensieri e dell’approfondimento, degli incontri e della riflessione e il vino, essendo un prodotto della natura e della complicità dell’uomo, ne segue ritmi e ne scandisce i tempi.

La diversità di ogni vino infatti risiede sia nel territorio sia nella mano del viticoltore.

D’inverno in Borgogna, mentre le vigne riposano, gli uomini preparano una manifestazione che da anni richiama addetti ai lavori e professionisti: “Les Grand Jours de Bourgogne” (21-25 marzo) non è solo un appuntamento sui vini della regione nel cuore dei loro territori.

Se capiterete da quelle parti ne rimarrete inebriati, perché con l’arrivo della primavera sembra risvegliarsi tutta la regione.

Un evento imperdibile per chi ama il vino, anche come semplice spettatore, perché permette di condividere un’atmosfera magica e di festa che si respira solo in quei giorni.

Alla scoperta dei vini della Borgogna

In una delle zona più belle di Francia, lungo una stretta striscia di terra che si estende da nord a sud della Borgogna, a partire da Digione fino a Lione, si estende una delle zone vitivinicole più interessanti del mondo.

È qui che si producono alcuni dei vini più pregiati di Francia, insieme a quelli della regione di Bordeaux.

Da qui proviene uno dei vini più diffusi al mondo, che ha conquistato la California come la Nuova Zelanda, lo Chardonnay, il cui nome deriva dal paese di Chardonnay, a sud della regione.

Anche il vino più caro del mondo, il Romanée–Conti, è prodotto qui, su un piccolo fazzoletto di terra di 1,8 ettari. Le aziende vinicole della Borgogna infatti sono di piccole dimensioni e non superano i 10 ettari, perché l’obiettivo è puntare esclusivamente sulla qualità.

Le caratteristiche climatiche uniche ne hanno decretato il successo nella storia che affonda le proprie radici nell’epoca di Carlo Magno.

Si narra infatti che 1200 anni fa la moglie di Carlo Magno, stanca di vedere la barba del marito tinta di rosso dal vino, ottenne che dalle migliori uve bianche provenienti dalla collina di Corton si producesse un bianco.

Con il tempo quel vino, che sposa il profumo di tè ai fiori secchi, è diventato uno dei più celebri al mondo, per la sua apertura che al naso non appare mai banale. Ciò che sorprende di questi vini è la loro diversità, caratteristica che li rende unici e meraviglia a ogni sorso.

La Borgogna, pur estendendosi per soli 27.188 ettari, presenta un’incredibile caratterizzazione nonostante le uve siano per lo più Chardonnay per i bianchi e Pinot Nero per i rossi, con un’esigua percentuale di Gamay nella regione Beaujolais.

Nonostante la zona viticola si divida in sei regioni, solo una piccola parte della Borgogna produce vini. L’area più famosa è la Côtes d’Or, ma ci sono anche le zone dello Chablis e Yonne, che si estendono a nord, Hautes Côtes a ovest, Côtes Chalonnaise che digrada verso sud, Mâconnais nella parte più meridionale e la vasta regione del Beaujolais che arriva fino a Lione.

Terroir primitivo e ottime annate

Il suolo della Borgogna è composto prevalentemente da rocce calcaree o appartenenti all’era giurassica. Il clima è fresco e le condizioni meteorologiche che garantiscono ottime annate sono quelle in cui gli inverni presentano qualche gelata, giugno è bello e l’estate presenta un calore costante e deboli piogge, mentre settembre è caldo e secco.

Di fronte a un rosso di Borgogna si rimane estasiati dagli aromi del Pinot Nero, dalle note di frutta, fragola e ciliegia e dalla dolcezza naturale, dopo cui emergono le qualità che il vino esprime in base alla sua lavorazione in cantina.

I vini giovani non hanno il colore e la potenza dei vini ottenuti dalle uve di Cabernet-Sauvignon o di Syrah, ma con il tempo maturano in ricchezza e complessità per sviluppare aromi possenti.

I bianchi incantano per le loro note di pane tostato e burro che lo Chardonnay sa regalare in tante sfumature a seconda della vinificazione, dell’invecchiamento e del terroir.

I bianchi passano raramente in barrique e offrono un profumo netto, senza troppa acidità, con note fruttate e di miele. In generale però i migliori bianchi invecchiando guadagnano in complessità, regalando note di miele e nocciole.

Alice Motti

 

Le regioni della Borgogna

 

> Côtes D’or: grandi vini bianchi e rossi. Le vigne del versante orientato a est si estendono su una fascia di terreno tra Digione e Santenay. Lì sono elaborati i vini più complessi, i più cari e quelli a più grande longevità.

> Chablis e Yonne: isolata a nord, i vini de l’Yonne presentano dei bianchi molto simili a quelli della vicina Côtes d’Or ma risultano più secchi, non tanto distanti da quelli della vicina valle della Loira.

> Hautes Côtes: nella zona situata a ovest del lato principale della Côtes d’Or, le vigne sono piantate in zone protette da alti boschi. I vini sono più semplici e appaiono come una versione più rustica di quelli della Côtes d’Or.

> Côtes Chalonnaise: le vigne, che sono il prolungamento meridionale di quelle della Côtes d’Or, si estendono nella regione di Saône e della Loira. Qui si possono trovare rossi e bianchi di carattere, dall’incredibile rapporto qualità-prezzo.

> Mâconnais: vasta regione meridionale a ovest della città di Mâcon in cui si trovano vini rossi leggeri e fruttati, ma soprattutto bianchi, in particolare nei paesi di Pouilly-Fuissé e Saint-Vérand.

> Beaujolais: questa vasta regione si estende fino a Lione ed è l’unica a non utilizzare il Pinot Nero. Le sue vigne si trovano sulle montagne di origine granitica e i suoi rossi risultano gradevoli e dal gusto rotondo.

Febbraio 2016

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