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Vino bianco, rosso o… verde?

Vino bianco, rosso o… verde?

Il percorso green del prestigioso marchio Berlucchi verso il Franciacorta biologico

Quando nel 1955 l’enologo Franco Ziliani incontrò Guido Berlucchi e creò la prima bottiglia di Franciacorta sicuramente non si sarebbe mai immaginato che, solo qualche decennio dopo, con la generazione successiva, si sarebbe nuovamente innovato il modo di fare vino nella regione.

Come illustrato dall’enologo e amministratore delegato della Berlucchi Spa, Arturo Ziliani, in una serata organizzata al Filandone di Martinengo (Bg) dal nostro mensile infoSOStenibile, a partire dai primi anni duemila, l’azienda si è proiettata con decisione nel futuro, abbracciando un percorso green che ha coinvolto ogni fase della produzione, dalla vite alla bottiglia.

Dopo un’accurata analisi del territorio e la selezione delle zone di coltivazione più adeguate, gli 85 ettari di vigneti dell’azienda sono stati interamente convertiti al biologico e, subito dopo, la stessa sorte è toccata alle viti dei fornitori, circa 420 ettari, attualmente già convertiti o in fase di conversione.

Un ruolo fondamentale in questo percorso l’ha avuto -e mantiene tuttora- la tecnologia che, attraverso l’uso di particolari droni, permette ad esempio la fertilizzazione mirata o l’analisi differenziata dello stato di maturazione dell’uva che viene pertanto raccolta con il metodo della vendemmia frazionata. Un mix di tecniche tradizionali e metodi avanzatissimi consente di impedire il diffondersi delle malattie: ad esempio sono limitati al minimo gli sfalci d’erba per aumentare la presenza di microfauna antagonista e nel contempo, contro la temutissima tignoletta, viene utilizzato il metodo della confusione sessuale, che consiste nell’uso di diffusori di feromoni che disorientano il maschio e impediscono l’accoppiamento e la riproduzione della specie.

Recentissimo è lo studio sulla possibilità di stimolare la produzione degli “anticorpi” della vite, detti fitoalessine, attraverso sperimentazioni con l’alga Laminaria, che contiene alcuni dei componenti della peronospora e agisce dunque come una sorta di rimedio omeopatico per contrastare l’insorgere del fungo.

Anche le cantine e le fasi di trasformazione sono state investite dalla prospettiva green intrapresa dal prestigioso marchio della Franciacorta: grazie al contenimento delle perdite e al riciclo dell’acqua sono stati ridotti drasticamente i consumi idrici, oltre ad aver installato sui tetti degli edifici ben 2600 pannelli fotovoltaici che forniscono il 41% dell’energia necessaria per la produzione.

«Non abbiamo mai pubblicizzato la nostra conversione al biologico, perché prima vogliamo sperimentare rigorosamente i risultati ottenuti con questi nuovi metodi –ha dichiarato l’amministratore delegato Arturo Ziliani-. Per questo negli anni abbiamo aderito a una serie di progetti e protocolli internazionali come il progetto Ita.Ca per la stima di quantità di gas serra emessi, o il Biopass, o ancora la certificazione Viva del Ministero dell’Ambiente per una viticoltura sostenibile. Grazie anche all’investimento della Berlucchi in questa direzione -prosegue Ziliani- oggi la Franciacorta può fregiarsi di essere una delle denominazioni viticole più biologiche: oltre il 25% della superficie vitata è bio o in conversione. E il processo continua».

Sulla possibilità di creare la prima bottiglia di Berlucchi biologico Ziliani però frena i facili entusiasmi, ricordando che c’è una differenza tra le due categorie di vino “prodotto da uve biologiche” e un “vino biologico”, che deve avere bassi livelli di solfiti e additivi e sottoporsi a un particolare processo di certificazione.

«Ci siamo messi con convinzione sulla strada di una viticoltura più sostenibile, ma il nostro obiettivo primario non è produrre un vino biologico a tutti i costi- commenta infatti l’enologo- bensì un vino che sia buono».

E assaggiando un bicchiere del suo ottimo Franciacorta non si può dire che questo obiettivo non sia stato pienamente raggiunto e riconosciuto in Italia e nel mondo.

Giulia Torriani

Ottobre 2015

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