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Quale energia per il futuro? Comunità energetiche rinnovabili

Economie di comunità

Il processo (complesso) verso la transizione ecologica globale passa per un’economia più equa e territorialmente distribuita

Le Comunità energetiche rinnovabili sono un’imperdibile occasione per rivoluzionare il nostro modo di produrre e consumare energia e procedere verso un’economia più sana e conveniente per l’ambiente e per le persone. I vantaggi sono chiarissimi: lo strumento delle Comunità energetiche ha l’obiettivo di massimizzare e incentivare economicamente sia la produzione di energia rinnovabile (in Italia soprattutto tramite fotovoltaico) sia il consumo diffuso di questa energia pulita. Questo percorso ha impatti notevoli su tutti i fronti: minor dipendenza energetica dall’estero, abbattimento dei costi in bolletta per cittadini e imprese e, non per ultimo, vantaggi ambientali per il maggior impiego di energie rinnovabili a discapito delle fonti fossili.

Con - però - una controindicazione: non pensiamo che questo percorso sia semplice o facilmente realizzabile. L’errore che spesso si commette è che la bontà di un obiettivo sia di per sé sufficiente perché si percorra agilmente quella strada. Tutt’al contrario. Viviamo in un mondo complesso con tante realtà e persone che hanno priorità molto diverse fra loro.

Per attivare nei prossimi mesi e nei prossimi anni tante comunità energetiche sui nostri territori occorre una diffusa capacità organizzativa e amministrativa, servono competenze tecniche e operative che richiedono professionalità e investimenti, sia per installare pannelli fotovoltaici e sistemi di accumulo, sia per monitorare e gestire produzione e consumi di ogni utente della comunità. Nulla di impossibile, ma dobbiamo considerarlo un ambito economico e lavorativo a tutti gli effetti.

Detto questo, il concetto alla base è semplice e la convenienza è intuitiva: se tanti utenti collegati tra loro possono consumare l’energia pulita prodotta da alcuni edifici o aziende della stessa comunità, e pagarla a un minor costo, allora più persone saranno incentivate a investire e installare altri pannelli fotovoltaici. Gli impianti di autoproduzione allora si moltiplicheranno e questo tornerà a vantaggio anche dei consumatori, i quali grazie agli incentivi sulle rinnovabili pagheranno meno in bolletta. Troverete all’interno del giornale un approfondimento della normativa in questione.

Verso economie di comunità

L’enorme balzo dei costi della bolletta energetica a inizio anno (prima ancora dello scoppiare della guerra) e poi l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia ha reso evidente a tutti almeno due cose: la prima è che la nostra attuale enorme dipendenza dalle fonti fossili (estere) non è al momento superabile e dunque non possiamo farci troppe facili illusioni che le cose cambino nel breve periodo. La seconda è che non c’è più alcun dubbio sul fatto che siano le energie rinnovabili ad essere l’unica soluzione percorribile e sostenibile nel lungo termine, poiché in ciascun territorio, ogni tetto di casa o di azienda può diventare fonte pulita e libera di energia rinnovabile: insieme è possibile più che dimezzare la nostra dipendenza energetica dall’estero, con risparmio economico, oltre che ecologico. Ciascuno manterrà comunque il proprio operatore di energia da cui rifornirsi quando non sarà disponibile l’energia rinnovabile (che dipende dalla presenza del sole e del vento) ma il fabbisogno energetico nazionale sarà sempre meno negli anni, considerando anche l’evoluzione delle tecnologie di accumulo.

La possibilità di rivoluzionare il sistema di produzione energetica e sganciarlo da un’economia internazionale aggressiva, basata sull’accaparramento di riserve di gas, carbone e petrolio significa togliere un elemento di conflitto nelle relazioni internazionali, oggi sotto gli occhi di tutti, e di conseguenza significa limitare l’oscillazione dei prezzi o rincari improvvisi, frutto di dinamiche speculative. Ma soprattutto significa rendere ciascun territorio, comunità e persona direttamente coinvolto nella produzione e gestione intelligente dei consumi energetici di tutta la collettività: l’energia è bene comune, per questo motivo la modalità più indicata è gestirla non come singoli, ma come comunità.

Diego Moratti

 
Marzo 2022

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