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In quali città si vive meglio? Legambiente dà le pagelle

Bergamo

Mantova mantiene il primato seguita da Parma, Bolzano e Trento. Catania, Agrigento e Massa chiudono la classifica. Bene le città lombarde

Centri urbani dinamici contro centri urbani statici: due categorie opposte, diverse da quelle solite nord-sud, grandi-piccoli, ricchi-poveri. Da una parte le “città formica”, laboriose, che migliorano la qualità ambientale e di vita dei cittadini e non si accontentano; dall’altra le “città cicala”, che cantano future trasformazioni mentre assecondano la crisi ambientale urbana senza intervenire.

Questa, in estrema sintesi, l’Italia dei capoluoghi fotografata dal venticinquesimo “Ecosistema Urbano”, l’annuale rapporto di Legambiente che stila la classifica delle città capoluogo di provincia in base alla loro qualità ambientale, realizzato con il contributo di Ambiente Italia, Ispra e Il Sole 24 ore e presentato a Milano lo scorso 29 ottobre. Nel complesso, secondo le parole del Presidente di Legambiente Stefano Ciafani, da rimarcare un andamento troppo lento e la mancanza di una strategia nazionale.

Quella urbana è infatti una questione che non può essere lasciata solo alla capacità e alla lungimiranza dei primi cittadini: e se dalle amministrazioni locali si devono pretendere più coraggio e capacità di innovazione, è il Paese intero a dover fare un investimento politico ed economico e mettere tra le priorità di governo un piano per traghettare le città - tutte insieme e non una alla volta - al di là delle problematiche e delle emergenze ambientali.

Il sistema di valutazione di Ecosistema Urbano

I capoluoghi di provincia analizzati da Ecosistema Urbano sono 104 sui 110 nazionali. Ben 17 i parametri di valutazione suddivisi nelle sei principali componenti ambientali presenti nelle città: aria, acque, rifiuti, mobilità, ambiente urbano, energia. Vengono così valutati tanto i fattori di pressione e la qualità delle componenti ambientali, quanto la capacità di risposta e di gestione ambientale. Per ciascuno dei 17 indicatori ogni città ottiene un punteggio variabile da 0 a 100.

Oltre ai dati precisi su inquinamento idrico e atmosferico, tasso di raccolta differenziata, traffico e trasporti, cementificazione e consumo di suolo, sono stati presi in considerazione anche parametri come l'emergenza abitativa, l'impronta ecologica, la presenza di verde e alberi, i consumi culturali, le disuguaglianze sociali. Novità di quest’anno è la valutazione della capacità dei Comuni di smaltire i rifiuti prodotti nel proprio territorio analizzando il viaggio della spazzatura verso luoghi lontani da quello di produzione.

La Capitale fa fare ai propri rifiuti un vero e proprio giro turistico in Italia e all’estero, ma anche Milano è protagonista di un eccessivo ricorso all’export, percentualmente analogo a quello capitolino anche se con un raggio di spostamento decisamente minore. A guidare la classifica di Ecosistema Urbano quest’anno sono Mantova e Parma, che sfiorano il punteggio di 80/100, seguite da Bolzano, Trento, Cosenza e Pordenone che superano quota 70/100.

Purtroppo anche stavolta il punteggio massimo teorico di 100 non viene raggiunto da nessuna città, nonostante non sia un obiettivo da libro dei sogni, ma un voto che si può conquistare rispettando da una parte i vincoli di legge (per aria, acqua, depurazione, rifiuti) e dall’altra valori in linea con le esigenze dei cittadini per una migliore qualità della vita. In coda alla graduatoria ambientale urbana ci sono Catania, Agrigento e Massa, dove il punteggio è scarso per ogni indicatore preso in considerazione.

E ancora una volta nelle ultime venti posizioni figurano alcuni importanti centri urbani come Napoli, Roma e Palermo, principalmente per l’emergenza smog e rifiuti.

Balzo in avanti per (quasi) tutte le città lombarde: cosa funziona e cosa no, città per città

«Le città devono diventare sempre di più le protagoniste del cambiamento perché possono incidere con forza ed efficacia sulla trasformazione ecologica della società. Le buone pratiche esistenti dimostrano quale sia la strada, ma è necessario metterle a sistema». Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia, commenta così i risultati dei capoluoghi di provincia lombardi, cinque dei quali nelle prime venti posizioni. Importanti i balzi in avanti di Bergamo (con la Ztl più estesa d’Italia) e Milano, che guadagnano 8 posizioni ciascuna, ma ancora più importanti quelli di Pavia, Brescia e Varese, che saltano quasi venti posizioni. Perdono invece posizioni Cremona, undicesima nel 2017, Lodi, Lecco e Monza.
Il quadro più preoccupante per le città lombarde resta quello dell'inquinamento atmosferico, con una qualità dell’aria classificata come scarsa o insufficiente in tutti e 12 i capoluoghi di provincia. Delle 43 città che hanno registrato il superamento del limite dei livelli di ozono, stabilito in 25 giorni annui, le peggiori sono quelle lombarde: Varese, Bergamo, Lecco, Monza, Mantova raggiungono gli 80 giorni annui. Altro importante elemento di criticità è quello del traffico urbano e pendolare. L’Italia è infatti il Paese europeo con la più alta densità di automobili e Milano, insieme a Roma e Napoli, è tra le 20 città più congestionate d’Europa.

Con cinque operatori e relativi servizi attivi però, Milano è anche la città con la maggiore offerta e varietà di carsharing in Italia. Inoltre è l’unica città che con le 4 linee metropolitane, il passante ferroviario, i tram, filobus e i primi autobus elettrici supera il 50% degli spostamenti a zero emissioni, raggiungendo gli standard europei. Altro neo delle città lombarde è l’inquinamento acustico, con Bergamo e Monza sotto procedura di infrazione per violazione della direttiva sul rumore.

Complessivamente buone invece le prestazioni per la raccolta differenziata, con Mantova che supera l’80% di rifiuti avviati a riciclo, Lodi, Cremona, Como e Bergamo che si attestano su percentuali che vanno dal 70 all’80% di rifiuto differenziato. Como e Brescia salgono anche sul podio delle città che raggiungono il 100% di cittadini con il servizio di raccolta differenziata porta a porta. Anche per quanto riguarda la rete idrica le città lombarde raggiungono punteggi buoni, soprattutto Monza, tra le tre città con percentuali di dispersione della rete idrica inferiori al 15%, seguita da Pavia, Sondrio, Mantova, Lodi e Milano.

Arianna Corti

CLASSIFICA FINALE ECOSISTEMA URBANO 2018
 

1 Mantova 78,14%

2 Parma 76,83%

3 Bolzano 74,27%

4 Trento 73,82%

5 Cosenza 71,42%

6 Pordenone 71,06%

7 Belluno 68,94%

8 Treviso 68,56%

9 Macerata 67,85%

10 Bologna 67,01%

11 Verbania 66,97%

12 La Spezia 65,37%

13 Oristano 65,25%

14 Venezia 65,21%

15 Biella 64,54%

16 Rimini 64,27%

17 Pesaro 63,81%

18 Bergamo 62,19%

19 Udine 62,03%

20 Teramo 61,94%

21 Savona 61,64%

22 Cremona 61,60%

23 Milano 60,95%

24 Reggio Emilia 60,70%

25 Sondrio 59,82%

26 Pisa 59,75%

27 Lucca 59,50%

28 Perugia 59,34%

29 Trieste 59,26%

30 Gorizia 58,83%

31 Brescia 58,66%

32 Aosta 58,54%

33 Firenze 58,53%

34 Ancona 58,47%

35 Lodi 58,08%

36 Nuoro 58,05%

37 Vercelli 57,97%

38 Ferrara 56,34%

39 Siena 55,95%

40 Benevento 55,91%

41 Forlì 55,58%

42 Catanzaro 55,38%

43 Cuneo 55,29%

44 Ravenna 55,14%

45 Cagliari 54,85%

46 Arezzo 54,65%

47 Terni 54,56%

48 L'Aquila 54,08%

49 Vicenza 53,89%

50 Pavia 53,58%

51 Padova 52,97%

52 Livorno 52,65%

53 Asti 51,94%

54 Salerno 51,47%

55 Varese 51,46%

56 Isernia 51,42%

57 Caserta 51,18%

58 Piacenza 51,06%

59 Sassari 51,00%

60 Viterbo 50,99%

61 Rieti 50,36%

62 Como 50,08%

63 Lecce 50,05%

64 Chieti 49,88%

65 Modena 49,85%

66 Prato 49,47%

67 Verona 48,74%

68 Ascoli Piceno 48,45%

69 Genova 48,42%

70 Brindisi 48,39%

71 Lecco 48,13%

72 Foggia 47,96%

73 Novara 47,26%

74 Reggio Calabria 46,30%

75 Pescara 46,12%

76 Avellino 45,81%

77 Campobasso 45,30%

78 Torino 45,27%

79 Grosseto 45,13%

80 Bari 44,84%

81 Caltanissetta 44,67%

82 Taranto 44,14%

83 Enna 44,11%

84 Messina 43,60%

85 Pistoia 43,08%

86 Ragusa 42,47%

87 Roma 42,38%

88 Rovigo 42,36%

89 Napoli 42,13%

90 Imperia 42,03%

91 Matera 41,46%

92 Crotone 40,62%

93 Potenza 40,14%

94 Alessandria 39,95%

95 Latina 38,02%

96 Vibo Valentia 37,51%

97 Trapani 37,00%

98 Monza 36,77%

99 Siracusa 35,08%

100 Palermo 34,93%

101 Frosinone 33,95%

102 Massa 33,85%

103 Agrigento 33,67%

104 Catania 30,88%

Dicembre 2018

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