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Overshoot day, sempre peggio

Da 50 anni consumi sempre più insostenibili

L’overshoot day è il giorno in cui esauriamo le risorse che ogni anno il pianeta ci mette a disposizione

 
Tutte le specie viventi che popolano il pianeta, animali e vegetali, vivono in stretta simbiosi con esso, non prendono più di quanto possa offrire e non lo danneggiano, anche perché se lo facessero sarebbero le prime a risentirne.

Tutte le specie vivono in delicato equilibrio con il pianeta, in cui ognuno è necessario agli altri e in cui le risorse si trasformano e si rigenerano.

Tutte le specie, tranne una: la nostra. Negli ultimi decenni la specie umana sta consumando molte più risorse di quelle che la Terra è in grado di rigenerare e dai calcoli che si fanno ogni anno in pochi mesi si consumano le scorte che dovrebbero essere invece utilizzate per almeno tutti i 12 mesi.

La misurazione

Global Footprint Network – una Ong nata per sviluppare e promuovere strumenti per promuovere la sostenibilità –  ogni anno, da 50 anni, misura l’impronta ecologica degli abitanti di ciascun Paese calcolando il rapporto tra la biocapacità – cioè l’insieme delle superfici terrestri e acquatiche biologicamente produttive utilizzate, lo sfruttamento in termini di emissioni di carbonio, le modalità di coltivazione dei terreni, lo sfruttamento degli stock ittici, l’agricoltura, l’allevamento, l’uso delle foreste per il legname, etc – e la capacità degli ecosistemi di rigenerarle e di assorbire il carbonio emesso individuando una data in cui si apre la forbice tra la quantità di risorse che utilizziamo e quanto vengono generate dai sistemi ambientali.

Il risultato dell’analisi di questo rapporto è che in molti Paesi della Terra si consumano più risorse di quelle che il pianeta rigenera ogni anno.

L’Italia e il mondo

In Italia, nel 2022, Il giorno che segna l’esaurimento delle risorse rinnovabili è stato il 15 maggio: dopo soli 135 giorni se tutti i Paesi consumassero come noi, avremmo finito le risorse che il pianeta riesce a rigenerare nel corso di un anno. Il Belpaese quest’anno ha avuto un leggero miglioramento: la data dell’overshoot day cade due giorni più tardi rispetto al 2021 ma non ci possiamo comunque ritenere soddisfatti: se in tutto il mondo si sfruttassero le risorse del pianeta come fanno gli italiani ci sarebbe bisogno di 2,7 pianeti.

I calcoli dell’Overshoot Day mostrano chiaramente che lo Stato con lo stile di vita più esigente è il Qatar (Overshoot day il 10 febbraio) seguito da Lussemburgo (14 febbraio), e poi da Canada, Emirati Arabi e Stati Uniti (13 marzo). Se tutti i Paesi avessero la loro stessa domanda di risorse, non basterebbero cinque pianeti per permetterci di proseguire con lo stesso ritmo la nostra vita quotidiana.

Scorrendo la lista emerge evidente che i paesi più impattanti sono quelli del mondo occidentale o con uno stile di vita che si richiama a quello, mentre i paesi che celebreranno più tardi questa triste data sono soprattutto in Africa. Stando ai dati raccolti l’ultimo paese della lista è il Benin: se avessimo tutti lo stile di vita medio di quel Paese l’overshoot day sarebbe il 26 dicembre, praticamente un equilibrio tra risorse consumate e rigenerate nei 12 mesi.

Da 50 anni sempre peggio

Nel 1971 l’Earth Overshoot Day medio era caduto il 29 dicembre. Da lì in poi c’è stato un costante progressivo anticipo, eccezion fatta per il 2020, quando i blocchi imposti dalla pandemia avevano fatto diminuire l’impronta ecologica mondiale e lo sforamento medio complessivo era avvenuto il 22 di agosto. Cinquant’anni dopo nel 2021 l’Overshoot Day medio è stato il 29 luglio ossia sei mesi prima.

Il 5 giugno, in occasione della Giornata mondiale dell’Ambiente la Global Footprint Network renderà noto il calcolo di quest’anno aggiornando anche quella degli anni passati basandosi sugli aggiornamenti dei dati e sulle metodologie di stima. Fortunatamente i Paesi con consumi inferiori e biocapacità più alta abbassano però la richiesta media mondiale, che si attesta quindi intorno a 1,75 pianeti. Questa cifra, in base alle tendenze attuali, dovrebbe salire a due pianeti entro il 2030. Il pianeta che abbiamo a disposizione, però, è soltanto uno.

Secondo il report del Network, l’umanità ha iniziato a consumare più di quanto la Terra producesse a causa della crescita della popolazione mondiale ma soprattutto a causa dell’espansione dei consumi in tutto il mondo. Per cambiare rotta è necessario spostarsi verso modelli di consumo più sostenibili e bisogna applicare ogni singolo elemento che consenta di risparmiare energia o di utilizzare risorse energetiche naturali, riproducibili e non impattanti, ma anche attraverso azioni quotidiane come ad esempio la riduzione del consumo di carne, la cui produzione ha un enorme impatto ambientale. Ossia proprio quei temi di sostenibilità e di stili di vita di cui trattiamo ormai da anni e che danno corpo all’economia sociale e solidale.

Nicola Cremaschi

Fonte immagini: National Footprint and Biocapacity Accounts, 2022 Edition
Giugno 2022

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