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In Lombardia si vota anche per la Regione

Come si vota

Una campagna elettorale senza esclusione di colpi, che vale ben più di una Giunta regionale

 

Il 4 marzo in Lazio e Lombardia si voterà anche per il rinnovo della Giunta regionale. Nel corso della sua ultima conferenza stampa, lo scorso 7 gennaio, il Governatore uscente della Lombardia Roberto Maroni ha annunciato a sorpresa la sua rinuncia alla ricandidatura e la campagna elettorale è subito entrata nel vivo con un profondo rimescolamento di attori protagonisti.

Mentre la sinistra di Liberi e Uguali ha deciso di non appoggiare il candidato alla presidenza per il centrosinistra Giorgio Gori, già sindaco di Bergamo, e di correre da sola, il candidato del centrodestra Attilio Fontana, ex sindaco di Varese, è subito balzato agli onori della cronaca nazionale per alcune dichiarazioni controverse, poi attenuate.

A questi due protagonisti si aggiungono liste e candidati in lizza per il consiglio della Regione Lombardia: il clima è caldo, tanto a destra quanto a sinistra e ha già scavalcato i confini regionali, perché sul banco della Lombardia si giocherà molto più di una Giunta regionale.

I candidati al Pirellone

La strada della campagna elettorale è ancora lunga per i 7 candidati alla carica di Presidente della Regione.

Per il centrodestra uscente si presenterà Attilio Fontana, 65 anni, avvocato, sindaco di Varese dal 2006 al 2016 con la Lega Nord.

Fontana è sostenuto dalla maggioranza uscente composta da Lega, Forza Italia, Lombardia Popolare, Fratelli d’Italia, Noi con l'Italia-UDC, Energie per l'Italia, Partito Pensionati, Rivoluzione Cristiana e Movimento Nazionale per la Sovranità.

Per il centrosinistra si presenterà Giorgio Gori, 57 anni, imprenditore, sindaco di Bergamo, che non ha però incassato l'appoggio della formazione fuoriuscita dal Pd e guidata da Pietro Grasso, Liberi e Uguali, una decisione che potrebbe influire non poco sul risultato delle elezioni lombarde.

La Lista Civica per Gori Presidente può contare sull’appoggio di Partito Democratico, +Europa, Campo Progressista, Italia dei Valori, socialisti di Area Civica e Verdi.

È bergamasco anche il candidato del Movimento 5 Stelle Dario Violi, 32 anni, consigliere regionale dal 2013, scelto dalle “regionarie” del Movimento. Liberi e Uguali, sceglie di correre in solitaria con Onorio Rosati, 54 anni, originario di Gorizia, segretario generale della Camera del Lavoro di Milano dal 2006.

Correranno da soli per la carica di Governatore anche Massimo Gatti di Sinistra per la Lombardia, sindaco di Paullo dal 1985 al 2004, già consigliere provinciale, Giulio Arrighini, fondatore e segretario provinciale della Lega Lombarda appoggiato da Grande Nord e Angela De Rosa, 44 anni, già consigliera comunale e assessora a Novate Milanese, appoggiata da CasaPound.

La partita è aperta, ma a livello regionale come a livello nazionale la vera sfida sarà convincere gli indecisi e gli astenuti che secondo i sondaggi oggi valgono insieme il 39%.

Come si vota? Il voto disgiunto

Le modalità di voto sono le stesse delle elezioni nazionali: le urne saranno aperte nella sola giornata di domenica 4 marzo dalle ore 7 alle ore 23 e gli elettori dovranno presentarsi al seggio di riferimento muniti di tessera elettorale e documento di riconoscimento.

Sulla scheda gli elettori troveranno indicate le coalizioni, formate da una o più liste, in corsa per la maggioranza nel parlamento regionale.

A ogni coalizione sarà associato un candidato alla carica di Presidente della Regione.

L'elettore può scegliere di votare per un candidato alla carica di Presidente della Regione, oppure di votare per un candidato alla carica di Presidente della Regione e per una delle liste a esso collegate, oppure di votare solo a favore di una lista e in tale caso il voto si intende espresso anche a favore del candidato Presidente a essa collegato.

Per le elezioni regionali c’è anche un’ulteriore possibilità: di votare per un candidato alla carica di Presidente della Regione e per la lista di un’altra coalizione che non sostiene il presidente votato, il cosiddetto voto disgiunto che, è bene ricordare, non è invece previsto per le elezioni nazionali, pena l’annullamento della scheda.

Le preferenze

L’elettore può esprimere fino a due voti di preferenza negli appositi spazi, ma non per due candidati dello stesso sesso, pena l'annullamento della seconda preferenza.

Anche a livello regionale infatti, come a livello nazionale, è previsto l'equilibrio nella rappresentanza dei generi, ovvero nessun genere può superare il 60% di presenze nel Parlamento regionale.

La coalizione che otterrà il maggior numero di voti esprimerà il Presidente della Regione e la maggioranza dei Consiglieri.

Il numero di Consiglieri regionali è fissato a 80, compreso il Presidente della Regione, eletti con criterio proporzionale con applicazione di un premio di maggioranza: alle liste collegate al Presidente della Regione eletto sono assegnati il 55% dei seggi se il Presidente ottiene meno del 40% dei voti oppure il 60% dei seggi se il Presidente ottiene il 40% o più dei voti.

Un seggio è riservato al membro dell'opposizione che ottiene più voti.

Arianna Corti

Febbraio 2018

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