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Inquinamento e Covid-19: quali connessioni?

Studi e approfondimenti mettono in relazione lo smog con la maggiore letalità del virus

Esiste una correlazione tra pandemia e inquinamento? La domanda è stata sollevata più volte nel corso delle ultime settimane, a fronte del fatto che il Covid-19 pare tanto più virulento nelle aree maggiormente inquinate del pianeta. Il pensiero corre alla Cina, ma anche alla Pianura Padana, divenuta tristemente l'epicentro della pandemia in Italia. Stando ad alcuni studi scientifici, anche molto diversi tra loro, il nesso tra smog e malattie respiratorie gravi non sarebbe affatto campato per aria. Al contrario: più la popolazione di un'area è esposta a particolato in eccesso, più grande sarebbe l'incremento statistico delle polmoniti.

Alcuni studi

A stilare un elenco degli studi a supporto di questa tesi è stato ad esempio L'Espresso in un articolo dello scorso 23 marzo, che riporta sia ricerche in materia sviluppate nel corso della precedente epidemia di Sars (2003) sia analisi più recenti, come quella della Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima) secondo la quale le polveri sottili sarebbero al contempo un “carrier”, cioè vettore di trasporto e diffusione di contaminanti chimici e biologici (virus compresi), e substrato che permette al virus di restare nell'aria in condizioni vitali per un certo tempo.

Sebbene la tesi della correlazione non sia accettata univocamente dalla comunità scientifica internazionale, quello che nessuno si sente di escludere è la certezza che un'esposizione prolungata e massiccia a elevate dosi in agenti inquinanti provochi un indebolimento progressivo per la popolazione, che sarebbe così molto meno capace di “difendersi” anche dagli attacchi virali.

Altre evidenze di questo tipo sono arrivate pochi giorni fa anche da un articolo scientifico pubblicato su Science Direct, che ha studiato la letalità del Covid-19 nelle aree del Nord Italia e il rapporto con l'inquinamento atmosferico nelle medesime aree, sottolineando la maggiore predisposizione di soggetti residenti in zone inquinante a contrarre il virus in forma grave.

 

Aprile 2020

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