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Il valore di essere in tanti

Il valore di essere in tanti copertina

La metafora di un mondo che, se unito, può contare. È questo il valore che mi piace attribuire alla numerosa partecipazione raggiunta dalla cena di infoSOStenibile lo scorso novembre. Eravamo proprio tanti, oltre 180 persone, che, accomunate da un’occasione di festa e di solidarietà, hanno riempito di “biodiversità” umana e sociale una semplice serata: giovani collaboratori, autorità istituzionali, lettori e simpatizzanti, imprenditori, volontari, associazioni della rete di Cittadinanza sostenibile, soci e produttori di Slow Food, ma anche tanta gente comune che, con molto piacere, abbiamo conosciuto in alcuni casi per la prima volta proprio alla cena, avendo raccolto l’invito aperto a tutti, trovato tra le pagine di infoSOStenibile o su Facebook.

Un vero spaccato di società, rappresentativa di un mondo che ritrova nella sostenibilità ambientale, sociale ed economica un concetto unificante, seppur coniugato e partecipato in modalità e intensità diverse.

Questa affascinante “biodiversità” sociale, proprio a causa del suo Dna, è spesso frammentata in tanti piccoli rivoli, associazioni, territori, attività, ma sottintende un’unica grande comunità con una simile visione sociale: contribuire a un mondo più giusto ed equilibrato, dove le ambizioni di ciascuno si possano esprimere e conseguire in un contesto di benessere collettivo e diffuso.

E qui sta il grande valore di essere in tanti o meglio di “sentirsi” in tanti, di riconoscersi come un unico insieme, una rete importante di realtà e di persone con una medesima finalità di fondo. Occorre averne la percezione e apprezzarne le potenzialità, sottolineando non ciò che ci differenzia, ma ciò che ci accomuna, pur riconoscendo le diverse sfumature e i diversi percorsi che, come tali, arricchiscono il valore complessivo.

Solo sentendosi (ed effettivamente lo siamo) una crescente forza sociale, possiamo davvero pensare di influire sulla società e sull’economia, non per modificarla di poco, bensì per darle una direzione e fornirle una prospettiva.

Siamo di fronte a una stagione politica con numerose elezioni in programma, regionali e nazionali: l’obiettivo di questo nostro mondo, che è e deve rimanere il più trasversale possibile, è riuscire a promuovere e proporre a gran voce queste nostre istanze, farle diventare priorità nelle agende di tutte le istituzioni e di tutti i politici, che solo se ci percepiscono come una parte importante della popolazione, potranno interessarsi e sostenere le nostre proposte e i nostri progetti concreti.

Ancora caldi dall’esperienza del G7 agricoltura a Bergamo, torna in mente il dialogo con Vandana Shiva, la quale si dichiarava assolutamente serena e convinta che la bontà del modello sociale ed economico dell’agroecologia è talmente evidente che porterà il sistema a preferirlo rispetto alle tendenze dell’agroindustria chimica attualmente in voga.

Realisticamente il percorso per cambiare il nostro sistema economico non sarà così facile o lineare, ma sicuramente sono sempre di più i casi e le buone pratiche sparse in Italia e nel mondo che, se sommate, cominciano ad avere un certo impatto sul sistema.

E se al posto di una semplice somma algebrica riuscissimo a unirle come rete e come identificazione diffusa, come un modello unitario di riferimento, allora il loro valore crescerebbe esponenzialmente, contagiando sempre più persone, istituzioni, imprenditori e anche il mondo dell’informazione, troppo spesso concentrato su questioni effimere o polemiche, di cui però gli stessi lettori si nutrono avidamente.

In un modello reticolare, senza gerarchie o vertici, ogni realtà ha il proprio spazio di attività, influenza, responsabilità, dall’ambito pubblico a quello privato, da quello lavorativo a quello personale e familiare.

Contagiare positivamente, innanzitutto con il proprio esempio, attuare anche piccoli cambiamenti delle nostre abitudini, stili di vita, consumi, alimentazione, in favore di un’economia di relazione deve essere la mission riconosciuta e riconoscibile di tutti coloro che promuovono il cambiamento.

Come periodico infoSOStenibile, tagliato il traguardo dei 7 anni, continueremo senza sosta nel nostro lavoro di informazione, sensibilizzazione e progettazione sociale, avendo ben chiaro di essere solo una piccola parte di un grande mondo a cui intendiamo contribuire per renderlo sempre più visibile, più influente, ma soprattutto più consapevole della propria non marginale ma decisiva responsabilità. Con l’augurio per tutti di sentirsi orgogliosamente in tanti.

Diego Moratti

Dicembre 2017

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