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E ora coraggio e lungimiranza. Sindaci e assessori: niente più alibi

E ora coraggio e lungimiranza. Sindaci e assessori: niente più alibi

Dopo le elezioni europee e amministrative, avviate i cinque anni del vostro mandato con scelte coraggiose, all’avanguardia, anche impopolari

Tra mutati equilibri degli schieramenti italiani e europei, sindaci e consiglieri comunali nuovi o riconfermati, dopo un'estenuante campagna elettorale si aprono finalmente le porte per quella che possiamo chiamare la “vera politica”. Solo adesso, con la prospettiva di cinque anni di continuità amministrativa e soprattutto lontani dalle prossime scadenze elettorali, i politici hanno l’occasione - irrinunciabile e imperdibile - di dare un’impronta incisiva e una direzione convinta alla propria azione di governo. Troppe influenze e troppi compromessi maturano durante un mandato amministrativo per riuscire a inserire in corsa scelte veramente coraggiose e capaci di incidere sulla qualità di vita della cittadinanza nel lungo periodo, in particolare per alcune decisioni che possono essere (inizialmente) impopolari. Ma anche l’impopolarità di taluni temi ambientali è ormai stata sdoganata. Questioni pur delicate o ostiche (si pensi a viabilità, isole pedonali, nuove edificazioni…) hanno ormai un pubblico capace di comprenderne la valenza e il significato sociale profondo, a prescindere dal fatto che siano condivise o meno.

Ma il momento è adesso.

Occorre fare scelte importanti fin dall’inizio, essere determinati e prendere posizione fin da subito, altrimenti ogni mese che passa diventa tutto più complicato. Occorre scegliere adesso, perché gli effetti di tali scelte maturano solo dopo alcuni anni.

Adesso, perché la gente ha bisogno di tempo per abituarsi e convincersi che certe decisioni hanno valore al di là delle preferenze personali. Adesso, perché avete appena avuto il mandato democratico di decidere in nome e per conto dei vostri cittadini, di oggi e di domani, per i quali dovete progettare il presente, ma soprattutto il futuro. Occorre scegliere adesso perché l’urgenza ambientale e la necessità di un’economia e di stili di vita più sani e compatibili con un utilizzo intelligente delle risorse del pianeta sono riconosciute come tematiche cruciali e non più procrastinabili da tutti, nessuno escluso.

Grazie alle recenti mobilitazioni dei giovani, all’attenzione dei mass media, ai dati inconfutabili del mondo scientifico, ai decenni di battaglie degli “adulti” e delle associazioni attive da sempre su questi temi, alla crescente green economy e ancor più alle realtà attive nell’economia sociale e solidale, i temi e le pratiche relative alla sostenibilità sono ormai ampiamente conosciute e riconosciute. Non solo: molte sono già sperimentate e pronte per essere introdotte con successo da enti, imprese o istituzioni nei propri territori. Non ci sono più alibi: serve solo volontà politica, che significa impegno e risorse dedicate, scelte chiare e zero indecisioni. Vincenti o perdenti, eletti o elettori, riprendiamo volentieri uno slogan del poeta DeAndrè, che a quanto pare – vista la citazione dei giovani del Friday For Future nell’ultimo sciopero per il clima – attraversa e unisce le generazioni, proprio come le stesse tematiche ambientali: “per quanto vi crediate assolti, siete lo stesso coinvolti”.

Calato il sipario elettorale, siamo tutti ugualmente responsabili nel ridare il giusto peso e valore alla politica.

Anche quella con la p minuscola, quella costruzione della società messa in atto nel quotidiano, nelle azioni e scelte di ogni giorno, nei piccoli come nei grandi comuni. La P maiuscola la aggiungeremo dopo, quando - guardando al lavoro svolto - potremo valutare e constatare il coraggio e la lungimiranza di coloro i quali, fin dall’inizio, avranno operato avendo in testa non il presente, ma il futuro. Di tutti. Non solo le cangianti preferenze della pur democratica maggioranza.

Diego Moratti

Giugno 2019

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