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Bergamo e Brescia in sinergia contro lo spreco dei rifiuti

Bergamo e Brescia in sinergia contro lo spreco dei rifiuti

A partire dal 2018 i due Comuni attueranno la Legge Gadda. Molte le buone pratiche in collaborazione con le città di East Lombardy

Sulla scia delle iniziative organizzate nell’ambito del G7 dell’agricoltura di metà ottobre, il Comune di Bergamo continua a lavorare su più tavoli per promuovere la sostenibilità alimentare, ambientale e agricola.

In occasione del vertice internazionale, il convegno “Una questione di etichetta” aveva illustrato ai cittadini l’importanza della corretta lettura delle etichette presenti sui prodotti alimentari.

Un ulteriore passo importante è stato compiuto invece sul tema del recupero degli scarti alimentari. L’hanno annunciato gli assessori all’Ambiente di Bergamo e Brescia lunedì 27 novembre, durante una conferenza stampa a Palazzo Frizzoni: a partire dal 2018, le due città cominceranno a dare attuazione alla Legge Gadda, una normativa sulla riduzione dello spreco alimentare che introduce semplificazioni e agevolazioni tariffarie sulla tassa sui rifiuti (TARI) per i soggetti che devolvono le eccedenze alimentari a organizzazioni no profit che operano nel sociale.

I Comuni di Bergamo e Brescia, oltre a credere fortemente nell’efficacia di questa azione, saranno d’esempio anche per gli altri comuni italiani, insieme a Monza, unico comune in Lombardia ad aver attuato finora la normativa.

Di comune accordo, gli assessorati all’Ambiente dei due capoluoghi hanno individuato una riduzione del 5-6% della tariffa TARI – fino a un massimo del 20% della parte variabile - a favore di quei soggetti soprattutto della Grande Distribuzione e della Grande Ristorazione che devolvono agli enti no profit attivi sul territorio una soglia minima di 15 mila euro di controvalore.

A garantire la correttezza e la legalità dell’applicazione della legge in tutte le sue fasi, la Guardia di Finanza analizzerà la documentazione del processo: «L’applicazione della Legge Gadda, oltre a offrire la possibilità di fare una buona azione, produrrà soprattutto dei vantaggi sotto l’aspetto ambientale grazie a una riduzione dei rifiuti, a cui seguirà un taglio dei costi ambientali di smaltimento» sottolinea Leyla Ciagà, assessore all’Ambiente di Bergamo.

«Proprio partendo dalle sinergie tra i Comuni – ha dichiarato l’assessore all’Ambiente di Brescia Gianluigi Fondra – la Legge Gadda può trovare una concreta applicazione e implementare quelle iniziative che si impegnano quotidianamente nel recupero alimentare, iniziative come quella portata avanti da Cauto che a Brescia rappresenta un precursore in materia attivo dal 2003».

L’iniziativa dei due capoluoghi lombardi rientra a pieno titolo nella serie di collaborazioni che coinvolgono i quattro Comuni lombardi che fanno parte del progetto East Lombardy.

La speranza è quella di influenzare presto anche le città di Mantova e Cremona nell’applicazione di questa legge sullo spreco alimentare.

Le quattro città infatti hanno già condiviso la campagna d’informazione sulla qualità dell’aria, partita da Bergamo, che ha portato alla creazione del sito BergamoRespira e di un pieghevole informativo distribuito alle famiglie dai volontari della cooperativa di migranti “Io non sto in panchina” e della Cooperativa Ruah. Inoltre, da qualche giorno, è possibile trovare presso alcune sedi comunali un manuale più corposo che riporta i dati della situazione dell’aria di Bergamo.

Gianluca Zanardi

Dicembre 2017

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